Gioco d'azzardo, Gianturco (CasaPound): I senatori calabresi complici dell’emendamento-vergogna.

I senatori nostrani si assumano la responsabilità politica di questo ricatto a Regione e Comuni

Lamezia, CasaPound raccoglie beni di prima necessità per famiglie in difficoltà

Sono troppe le famiglie che non arrivano a fine mese. Serve il contributo di tutti

Squillace (CZ), CasaPound solidarizza con dipendenti Carrefour

Vergognoso scarica barile tra Comune, Provincia, Anas e Consorzio di Bonifica

Murales dell'accoglienza, Romeo (CasaPound): Ma quale murales, la città è abbandonata

Reggio Calabria, 10 aprile - “Questa non è arte, è mera speculazione” queste sono le dure parole di Federico Romeo, responsabile regionale di Casapound, in risposta al murales disegnato al Porto di Reggio Calabria.

“L’amministrazione reggina ci regala un’altra lezione di pietoso moralismo attraverso l’uso della street art, dimenticando però quali siano i veri problemi della città. E’ noto – prosegue - che il vero patrimonio culturale e architettonico di Reggio e della sua periferia è lasciato in uno stato di abbandono, esempio lampante sono gli scavi di Piazza Garibaldi e il Corso, ormai da anni un cantiere a cielo aperto".

"Questa pratica della sostituzione di popolo utilizzata dai governi di sinistra per fini prettamente politici - incalza - viene mascherata da una serie di luoghi comuni, le cosiddette ‘buone ragioni’ per accettare e incrementare la presenza di immigrati sul nostro territorio, come avvenuto con la promozione di un murales all'accoglienza".

"Invito quindi l’amministrazione e i consiglieri di maggioranza – conclude - a evitare di utilizzare il dramma dell’immigrazione, diventato ormai un business miliardario alimentato dalle tasse pagate dagli italiani e dai reggini, per puri scopi propagandistici e di occuparsi invece dei problemi di Reggio Calabria una volta per tutte".

Lamezia, 08 apr - “Mascaro: Scordovillo? Un anno e lo smantelliamo. Ancora non ti sei pentito di averlo votato?”. È questa la frase che campeggia sugli striscioni che i militanti di CasaPound hanno affisso in città.

Lamezia, 08 apr - “Mascaro: Scordovillo? Un anno e lo smantelliamo. Ancora non ti sei pentito di averlo votato?”. È questa la frase che campeggia sugli striscioni che i militanti di CasaPound hanno affisso in città.
“Il Sindaco Mascaro – spiega Francesco Gigliotti, responsabile locale di CasaPound Italia – esordì in campa elettorale con la promessa di smantellare il campo Rom entro il primo anno di consigliatura. Un proclamo ripetuto con convinzione e forza a cui la città aveva creduto nell’attuazione. Ad oggi sono passati quasi due anni e dopo la querela e la richiesta di intervento dell’esercito nulla si è mosso, nulla è stato fatto. I fumi – prosegue - hanno ripreso ad avvolgere la città, con la solita nube carica di diossina. L’ultimo evento risale a pochi giorni fa, con la tragica conseguenza gli studenti delle scuole nelle vicinanze, gli utenti dell’ospedale e tutti i residenti delle zone vicine al campo sono costretti ad inalare questa sostanza tossica dannosa per la salute”.
“È ancora accettabile – incalza - che chi governa la città non faccia nulla per salvaguardare la salute dei propri cittadini? Sono passati ben sei anni da quel 18 marzo 2011, giorno in cui fu decretato lo sgombero del campo Rom. Il decreto ora giace lì, nell’indifferenza, quasi a voler far finta che non esista. È da troppo tempo ormai che i lametini chiedono un intervento concreto e definitivo sul “Problema Rom”, intervento che però stenta ad arrivare. Il Sindaco Mascaro, così come i suoi predecessori, una volta terminate le elezioni ha dimenticato le idee e i progetti decantati durante la campagna elettorale e si sta limitando ad intervenire con i soliti comunicati stampa sterili, inutili e fini a se stessi. Tutto ciò è una vergogna. Lamezia non ha bisogno di promesse, dibattiti, convegni e comunicati stampa. La nostra città – conclude Gigliotti – ha bisogno di uomini forti e decisi che sappiano andare oltre la semplice promessa e siano fautori di azioni concrete a favore della città”.


Sanità, Gianturco: "Ospedale si difende con le azioni e non con le chiacchiere. Urge nuova mobilitazione"

Lamezia, 04 apr – “È passato molto tempo da quando a Lamezia iniziò la battaglia per la difesa della sanità e del nostro nosocomio ma di fatto nulla di concreto è stato portato a termine. Il Sindaco Mascaro, proprio come chi lo ha preceduto, si è limitato a meri proclami a mezzo stampa senza ottenere alcun risultato positivo. Al susseguirsi di tagli alla sanità, chiusura di reparti, etc. ad oggi si aggiunge l’ulteriore sconfitta del rischio di dislocamento degli uffici amministrativi ASP a Catanzaro. Tutto ciò non possiamo permetterlo”. A dichiararlo è il consigliere comunale Mimmo Gianturco.
“La risultante del modus operandi del Sindaco – spiega - è stata quella di alimentare lo sconforto e la passività dei lametini che, invece, avevano ritrovato la voglia di manifestare e combattere per i propri diritti. L’ottimo lavoro realizzato con la protesta del 19 marzo 2016 – spiega – e le battaglie che si sono susseguite nei mesi successivi si sono affievolite sempre di più. Le proteste dei lametini sono state a poco a poco sostituite dai comunicati stampa in politichese che hanno portato ad una conseguente perdita della voglia di lottare per difendere il nostro diritto alla sanità. Tutto ciò ha arrecato ulteriori danni poiché vi è la volontà di trasferire gli uffici ASP dalla sede ospedaliera di Lamezia a Catanzaro”.
“Dunque – incalza - avevamo ragione noi quando sollecitavamo a più riprese affinché si mettesse da parte la retorica politica a favore di dure forme di protesta. Come volevasi dimostrare le lettere e gli incontri non hanno solo peggiorato la situazione. Se vogliamo veramente difendere l’ospedale cittadino e riprenderci in mano le sorti della nostra amata Lamezia è necessario scendere in piazza con azioni eclatanti con quello spirito battagliero che ci ha unito nella manifestazione del 19 marzo 2016 e che, a causa della saliva di quei politici, è andato perso. L’ospedale – conclude -si difende con le azioni e non con le chiacchiere; urge una nuova mobilitazione”.

Protesta aeroporto dello Stretto, Romeo (CasaPound): Piazza sfruttata per motivi politici, non per la città

Reggio Calabria, 01 apr – “Quello che è accaduto ieri alla manifestazione per la difesa dell’Aeroporto dello Stretto ‘Tito Minniti’ è di una gravità inaudita. È assurdo strumentalizzare politicamente una manifestazione che ha come scopo quello di lottare per il bene della città. In virtù di ciò il nucleo reggino di CasaPound si dissocia completamente dalla manifestazione organizzata dal Movimento Nazionale per la Sovranità”. Queste le parole del coordinatore regionale di CasaPound Calabria,Federico Romeo.

“Siamo arrivati in piazza – spiega - convinti di trovare tante bandiere amaranto ma con estrema amarezza abbiamo appurato che le uniche bandiere che sventolavano erano quelle del Movimento Nazionale per la Sovranità. Anche CasaPound era presente in piazza con i suoi militanti ma, a differenza loro, senza alcuna bandiera o simbolo poiché la manifestazione doveva essere un momento di denuncia dei liberi cittadini reggini per quanto sta avvenendo al nostro scalo aeroportuale e per dimostrare un’ampia partecipazione e un vivo interessamento da parte di tutti. Se ne deduce - prosegue - che la manifestazione è stata realizzata per attirare i cittadini utilizzando la frase ad effetto “Reggio Deve Volare” con l’intenzione reale di strumentalizzare la protesta e ingannare le persone che vi hanno partecipato trasformando un libero presidio in un mero comizio tenuto dal Movimento Nazionale per la Sovranità”.

“Inoltre, il movimento in questione – incalza Romeo - non solo sfrutta a livello nazionale slogan politici che non gli appartengono come il termine Sovranità, ma a Reggio Calabria specula su un fatto grave come quello che sta avvenendo con il nostro aeroporto. Dunque, esigiamo – conclude - che questa battaglia venga condotta per il bene dei reggini e non per fini meramente politici. L’aeroporto è di tutti, basta con le passerelle politiche, le conferenze stampa e gli accreditamenti inutili, quello che serve sono soluzioni rapide e che abbiano un effetto immediato”.

Canile di Mortara - CasaPound, Romeo: “Falcomatà chieda scusa ai cittadini e faccia chiarezza”.



Reggio Calabria, 23 mar – “L’arresto del gestore del canile di Mortara è il vergognoso epilogo preannunciato di una lotta cittadina che ormai va avanti da tempo tra il silenzio, l’incuria e l’omertà delle istituzioni” – queste le dure parole del responsabile regionale di CasaPound, Federico Romeo”.
“Finalmente questa escalation di morti e di maltrattamento sugli animali può dirsi conclusa. Ma l’arrivo dei Carabinieri e il sequestro della struttura non sono che la punta di un iceberg che registra il silenzio colpevole che alberga tra stanze di Palazzo San Giorgio, in particolare ci riferiamo al Sindaco Giuseppe Falcomatà e alla Dirigente Dott.ssa Loredana Pace che ad oggi non hanno fatto alcuna dichiarazione. È da un anno – prosegue - che i cittadini denunciano le incongruenze relative al canile di Mortara. Più volte è stata chiesta udienza sia al Sindaco che alla Dott.ssa Pace che hanno preferito la via dello snobismo, svincolandosi dalle domande che gli venivano poste e ridicolizzando le denunce dei cittadini e di alcuni volontari che hanno messo piede in quel canile, testimoniando coi propri occhi quanto accadeva A nulla sono servite – incalza - PEC, manifestazioni, denunce in Questura e in Procura per avere udienza del sindaco e dalla Pace. Questo atteggiamento ha portato alla morte di più di 60 cani, senza contare i poveri superstiti che dentro quelle gabbie vivevano in modo alienato e in condizioni disumane”.
“Il sequestro del canile di Mortara – continua Romeo – ha sancito la vittoria di cittadini e libere associazioni che hanno lottato congiuntamente in questa battaglia. In virtù di ciò riteniamo doveroso che il Sindaco e la sua giunta chiedano scusa alla cittadinanza. Pretendiamo, non solo le pubbliche scuse del Sindaco Falcomatà e della Dottoressa Pace, ma anche una presa di posizione in merito alla faccenda, spiegando il motivo per cui in tutto questo tempo gli stessi non hanno preso alcuna posizione. Pretendiamo altresì che venga fatta luce su quali siano i rapporti dell’amministrazione targata Pd e la Società Aratea. Inoltre – conclude – è bene che il sindaco spieghi come intenderà procedere e quali azioni verranno compiute a salvaguardia della struttura e dei suoi ospiti”.

Sacal, Gianturco: “Fermare speculazioni e incompetenze. Ora si intervenga seriamente”.

Lamezia, 21 mar – “Era chiaro a tutti che con la creazione del servizio Handling nello scalo aeroportuale lametino era in atto una speculazione da parte dei soliti gruppi di potere a danno dei lavoratori e dell'intero comprensorio della città di Lamezia Terme, ma sono stato fra i pochi a denunciarlo pubblicamente. Ora basta, occorre un serio intervento per fermare queste nefandezze orchestrate dal management di Sacal. Approfondirò la vicenda”. A dichiararlo è il consigliere comunale Mimmo Gianturco.
“E’ importante riaprire il discorso Sacal – afferma Gianturco - ovvero il gestore del complesso aeroportuale di Lamezia e, da qualche tempo, padrone dei due aeroporti di Crotone e Reggio Calabria, le cui società sono miseramente fallite per l’incapacità e l’inadempienza dei vari rappresentati scelti non certo in base alle loro preparazione, ma, come sempre, per la solita sudditanza partitica. Va ripreso perché la città deve conoscere cosa avviene dietro le quinte, per cercare di prevenire e censurare il comportamento troppo unilaterale dell’attuale gestione che rischia di portare la struttura a un clamoroso fallimento. Le manie di grandezza e i sogni di gloria sono follie che si pagano a caro prezzo e sulla pelle dei lavoratori e sulla stessa Lamezia, quel bene collettivo che si sta trasformando in un circolo privato per pochi eletti. Nel 2016, forzando la mano a tutti e senza un vero consenso di base, si costituiva la SGH S.p.A. con azionista di maggioranza la stessa Sacal, da subito il tentativo di vendere il 100% della neo costituenda al miglior offerente da ricercare sul mercato, con due bandi e tentativi, già esperiti, ma desolatamente andati a vuoto. Apprendiamo con disgusto che il presidente della società per scongiurare un crollo economico ha chiesto un ulteriore sacrificio ai lavoratori attraverso una forte riduzione degli stipendi. Un gioco evirante derivante dal fatto che si è voluta fortemente la creazione della nuova società, un baraccone senza capo né coda, per il quale il presidente Colosimo ha scommesso che avrebbe portato, da subito, in pareggio la nuova azienda e se non ci fosse riuscito si sarebbe dimesso. Bilanci non sanati, deficienze amministrative che si rapportano ancora al 2015, promesse di copertura a breve scadenza non realizzate. Dalle notizie che mi arrivano, la manovra non solo non è riuscita ma la perdita continua a essere pesante e oggi si aggira a circa 800 mila euro. Una struttura che ci preoccupa non poco e su cui il sindaco Mascaro mesi fa aveva dato garanzie di controllo promettendo che avrebbe fatto di tutto per impedire sia la privatizzazione al 100% di SGH S.p.A. sia riduzioni agli stipendi dei lavoratori; promesse che, come al solito, sono state disattese”.
“Non vi è inoltre nessuna certezza sulla futuro degli 82 stagionali – continua - ancora in attesa di conoscere il proprio destino. Del resto i dipendenti hanno già dato e i loro sacrifici hanno permesso, alla società, di continuare ad esistere. Rinunciando al rinnovo del contratto integrativo, abbondantemente scaduto, con il loro cosciente impegno hanno consentito alla Sacal un recupero di circa 2 milioni di euro. E’ arrivato il momento di vederci chiaro su questa allegra gestione che, da un lato, elogia l’aumento dei collegamenti con diverse compagnie, e, da un altro prosegue a pagare la Ryanair per garantire la sua presenza calabra, mentre chiede la riduzione dei compensi dei dipendenti ma non a funzionari e dirigenti, mantenendo nelle funzioni l’incarico di Direttore generale il cui contratto è scaduto da diversi mesi. L’ambizione di essere il leader degli aeroporti calabri diventa, invece un possibile tracollo anche per l'aeroporto di Lamezia terme. La politica lametina – conclude - deve, a questo punto, svegliarsi e pretendere un cambio totale delle presenze di vertice e una nuova dirigenza che riesca a mettere a frutto, in modo proficuo, i sacrifici che sono stati fatti fino ad oggi dalla sola base dei lavoratori. Mi attiverò da subito per approfondire la vicenda”.

Reggio Calabria, Sabato 25 raccolta alimentare di CasaPound per famiglie italiane in difficoltà

Reggio Calabria, 21 mar - Si terrà sabato 25 marzo presso il supermercato Sigma di Viale Aldo Moro la consueta raccolta alimentare promossa da CasaPound Reggio Calabria a favore delle famiglie italiane colpite dalla crisi.
“Come in tante altre città d’Italia, anche a Reggio Calabria Casapound vuole offrire sostegno alle famiglie italiane in difficoltà economica”. Così Federico Romeo, responsabile di CasaPound Reggio Calabria.
“Sono tante – prosegue – quelle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese. La nostra iniziativa vuole far sì che queste persone possano avere un aiuto concreto. Anche in questo caso CasaPound alle chiacchiere dei politici preferisce l’azione fatta di gesti concreti e solidali. Negli scorsi mesi – continua Romeo – abbiamo raccolto parecchie adesioni da parte di famiglie italiane residenti nel nostro territorio che si trovano in un grave stato di emergenza, molte delle quali con minori a carico. Per questo sabato 25 marzo dalle 10.00 alle 20.00 saremo presso il supermercato Sigma di Viale Aldo Moro dove sarà possibile donare una busta di spesa o dei singoli prodotti a lunga scadenza, che verranno equamente distribuiti alle famiglie italiane in difficoltà”.
“Dunque, sarà possibile donare pasta, farina, sale, zucchero, latte a lunga conservazione, omogeneizzati per neonati, etc. Invitiamo – conclude - chiunque stia vivendo un momento di disagio economico, in questo periodo di crisi dove gli italiani vengono sempre più abbandonati dalle istituzioni, a mettersi in contatto con noi al 3932007993 per essere inserito nelle nostre liste di assistenza alimentare per le famiglie italiane in difficoltà”.

Lamezia, Gianturco: Basta roghi tossici, Mascaro smantelli Scordovillo

Lamezia Terme, 18 mar – “Proseguono incessanti i roghi tossici nel campo rom di Scordovillo. Tutto ciò non è più tollerabile poiché mette a serio rischio la salute dei cittadini. Il sindaco Mascaro la smetta di prendere in giro la cittadinanza e si attivi per una risoluzione definitiva di questo annoso problema”. Sono queste le dure dichiarazioni del consigliere comunale di opposizione Mimmo Gianturco.
“Il problema legato ai fumi tossici provenienti dal campo rom – spiega il leader di CasaPound Calabria - persiste ormai da decenni e le varie amministrazioni che si sono susseguite non sono state in grado di risolverlo. Stamani si è verificato l’ennesimo episodio che ha causato il diffondersi di fumi tossici in gran parte dell’area di Lamezia Est colpendo, in particolar modo, il vicinissimo nosocomio lametino e da molti istituti scolastici. Siamo di fronte ad una realtà drammatica, dove sicurezza e decoro sono andati a farsi friggere a fronte delle false promesse del sindaco Mascaro, palesemente incapace di risolvere un problema così grave che mette a serio repentaglio la salute di tutti i cittadini costretti ad respirare veleno”.
“Il modo in cui il sindaco sta gestendo questa problematica – incalza Gianturco - è la dimostrazione tangibile di come abbia preso in giro i cittadini e tutti i suoi elettori. Infatti, proprio nelle sue linee programmatiche per la città di Lamezia è possibile leggere che “Tra gli obiettivi di imminente soluzione, questa amministrazione si è posta proprio quella dei Rom. In tale direzione, pertanto, contiamo che entro e non oltre 12 mesi dalla data di approvazione delle seguenti linee programmatiche, il Campo Rom di C.da Scordovillo sarà integralmente smantellato e successivamente demolito provvedendo a collocare le relative unità abitative”. Vorrei ricordare al sindaco che son quasi due anni dalla sua promessa di smantellare il campo rom, ma di fatto non è stato preso alcun provvedimento in tal senso”.
“L’immobilismo della giunta Mascaro – conclude Gianturco - dinnanzi a questa problematica è vergognoso. Perché non s'interviene risolutivamente una volta per tutte? Come mai il campo nomadi non viene ancora posto sotto sequestro? Cosa c'è dietro questa sorta di ipocrita buonismo che di fatto consente l’avvelenamento dei residenti, compresi i rom che praticano Scordovillo? A chi giova questo atteggiamento di indifferenza?”.

CasaPound, al via la raccolta firme per il Reddito Nazionale di Natalità. Fuori i clandestini, dentro i bambini italiani: CasaPound lancia il Reddito Nazionale di Natalità


Calabria, 17 mar - Cinquecento euro al mese per ogni nuovo nato. È il reddito nazionale di natalità, la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da CasaPound per i bambini nati da genitori italiani di cui almeno uno nato italiano a sua volta. Una proposta di legge per la quale questo fine settimana il movimento lancia una campagna di raccolta firme capillare in oltre cento città tra cui anche Lamezia Terme e Reggio Calabria.
Secondo la proposta di legge, alla misura, che può essere applicata a non oltre 4 figli per coppia, non possono accedere famiglie in cui i genitori sono entrambi disoccupati, né chi vive in baracche, abitazioni mobili o non allacciate alla rete fognaria ed elettrica o in strutture ricettive alberghiere o assistenziali ad esclusione dei terremotati.
“Per CasaPound è prioritario sostenere gli italiani che fanno figli con un contributo destinato direttamente ai bambini – spiega Cpi - Per questo parliamo di reddito nazionale di natalità e non di reddito di cittadinanza: agli adulti va dato un lavoro stabile e ben pagato, non certo la paghetta, mentre se non vogliamo finire sostituiti dalla feroce ondata migratoria che sta travolgendo l’Europa è doveroso dare una mano agli italiani che scelgono di mettere al mondo dei figli”.
Secondo CasaPound, non esiste un problema di risorse; “Basta pensare che solo con i 20 miliardi destinati alle banche il governo avrebbe potuto dare 500 euro al mese a quasi 200.000 nuovi italiani fino al diciottesimo anno di età (!) – sottolinea il movimento - D’altra parte, inoltre, i soldi ci sono, basta toglierli alle cooperative che lucrano sull’immigrazione. Il calcolo è semplice; ogni immigrato in un centro d’accoglienza costa allo Stato 1.050 euro al mese, ma con la stessa cifra si potrebbero sostenere due bambini italiani e, perfino, salvare con i 50 euro che avanzano 6 bambini stranieri in patria, se è vero, come sostiene la campagna di Save the children, che 9 euro al mese euro bastano a salvare 1 bambino africano con l’adozione a distanza. CasaPound invita ad un rapido calcolo: ci sono 170.000 immigrati ospiti nei centri di accoglienza con quei soldi potremmo finanziare 340.000 neonati italiani, e salvare un milione di bambini in africa”.
“La raccolta firme – conclude la nota – verrà effettuata anche in Calabria. I banchetti si terranno domenica 19 marzo a Lamezia Terme e a Reggio Calabria:
• Lamezia Terme, dalle 10:00 alle 13:00 in Piazzetta San Domenico;
• Reggio Calabria, dalle 16:00 alle 20:00 in Piazza Campagna”.

Lamezia – CasaPound: “Soddisfazione la raccolta alimentare per famiglie italiane disagiate”

Lamezia, 08 mar – Si è conclusa pochi giorni fa la consueta raccolta alimentare per le famiglie italiane in difficoltà promossa da CasaPound Italia a Lamezia.
"Grazie alla generosità dei cittadini lametini - commenta Francesco Gigliotti, responsabile cittadino del movimento – abbiamo potuto raccogliere in questo fine settimana 337 Kg di pasta, 249 pz di scatolame, 84 pz di omogenizzati, 167 pz di latte, e altri alimenti a lunga conservazione da poter ora distribuire a quegli italiani che si trovano nella sfortunata condizione non poter far fronte al sostentamento della propria famiglia”.
“Fondamentale per questo risultato – prosegue Gigliotti – è la collaborazione dei supermercati della città che puntualmente accolgono con entusiasmo la nostra iniziativa. Grazie a loro e alla sensibilità dimostrata dai cittadini potremo dare sostegno a circa 100 famiglie che vivono in condizioni economiche di forte disagio. Colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta i lametini che ancora una volta hanno dimostrato in maniera inequivocabile l'innata capacità della città di Lamezia di stringersi concretamente attorno ai propri abitanti meno fortunati confermando come la solidarietà sia un'arma potentissima che abbiamo il dovere di impugnare giorno dopo giorno a difesa della nostra gente."