Gioco d'azzardo, Gianturco (CasaPound): I senatori calabresi complici dell’emendamento-vergogna.

I senatori nostrani si assumano la responsabilità politica di questo ricatto a Regione e Comuni

Lamezia, CasaPound raccoglie beni di prima necessità per famiglie in difficoltà

Sono troppe le famiglie che non arrivano a fine mese. Serve il contributo di tutti

Squillace (CZ), CasaPound solidarizza con dipendenti Carrefour

Vergognoso scarica barile tra Comune, Provincia, Anas e Consorzio di Bonifica

Europee: CasaPound Italia, 80mila firme raccolte ma una legge liberticida impedirà agli italiani di votarci

Di Stefano: ripartiamo dalle strade e dalle città, a cominciare dalle amministrative

Roma, 16 aprile - ''Una legge elettorale liberticida impedirà agli italiani di votare per CasaPound Italia alle europee del 25 maggio prossimo''. Lo afferma in una nota Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound Italia.

 ''Nonostante l'incredibile sforzo militante che ha consentito alle nostre sezioni sul territorio di raccogliere 80mila firme in tutta Italia - spiega Di Stefano -, non siamo riusciti a raggiungere l'assurdo numero di sottoscrizioni necessario per presentare la nostra candidatura. Non è una sorpresa: richiedere cifre record, come 30mila firme in Sicilia e Sardegna o 3mila in piccole regioni come la Valle d'Aosta e il Molise, è un ovvio escamotage per eliminare ogni possibilità di partecipazione al voto da parte di forze non presenti in parlamento. Certo, viene da chiedersi come e quando abbiano raccolto le firme liste che non esistono nella realtà della vita politica di questa Nazione, che non hanno attivisti sul territorio figurarsi sezioni, e che sono sconosciute ai più, e quale buffa legge possa consentire la candidatura in nome di un deputato eletto chissà dove o in'altra lista anni addietro''

''Abbiamo avuto, se mai ce ne fosse stato bisogno, l'ulteriore conferma di un sistema pronto a tutto pur di negare spazio vitale a ogni forza indipendente e non conforme - conclude Di Stefano - Una logica che rifiutiamo senza se e senza ma: CasaPound Italia forse sarà tenuta lontana dai palazzi ma continuerà la sua battaglia nelle strade e nelle città, concentrando il suo sforzo sui tanti Comuni dove è presente alle prossime amministrative, a partire da territori difficili come Terni, Cremona o Novate Milanese, dove candidata sindaco sarà il consigliere comunale uscente Angela De Rosa, bersaglio negli ultimi mesi di un'indegna campagna da parte di chi avrebbe voluto estromettere il gruppo di CasaPound Italia dal consiglio comunale''.

Lamezia, Gianturco (CasaPound): Bene lo scampato pericolo del dissesto. Ma non c'è da gioire.

Se si è evitata la dichiarazione giuridica di dissesto dell’ente, a Lamezia rimane un dissesto finanziario di fatto.

“Comuni e bilanci, i mille trucchi per arrivare agli esami della Corte dei Conti”: è questo il titolo di un interessante articolo pubblicato da “Il Fatto Quotidiano” in data 13 aprile, ribattezzando il decreto “salva Roma ter” come decreto “salva-comuni” nelle parti in cui la sua applicabilità è generica e non limitata al comune di Roma. Ebbene, il decreto in questione (n. 16 del 6 marzo 2014) è lo stesso in vista del quale la Giunta comunale, a fine marzo scorso, approvava un piano di riequilibrio finanziario dichiarandosi così fiducioso sull’evoluzione normativa che avrebbe dato una seconda chance al comune di Lamezia Terme, ente la cui situazione il comune così definiva in seguito alla delibera approvata: “Il piano di riequilibrio non è il dissesto ma un autogoverno delle nostre difficoltà finanziarie”. 

Possiamo dire già da adesso, dunque, che il buon gusto non è mai stato il punto forte del sindaco Speranza, se ha il coraggio di scambiare tutto ciò per una vittoria, tentando di far dimenticare ai lametini ciò che è veramente accaduto e screditando così chi finora avrebbe complottato contro la nostra città (semplicemente facendo opposizione e contestando ciò che oggettivamente non andava). Malgrado i tentativi di confondere le idee e la propaganda sovietica portata avanti a suon di manifesti (pagati dai lametini), infatti, ai cittadini non sfugga un “particolare”: se la Giunta ha fatto di tutto per approvare un piano di riequilibrio così da rientrare nel “decreto salva Roma ter” e avere la “seconda chance” concessa da Renzi ai comuni sull’orlo del dissesto, è chiaro che la gestione allegra dei bilanci e gli squilibri ci sono stati e sono ormai verità assodata. Senza contare che, come ammesso dal sindaco, il piano in questione si sarebbe potuto presentare nel maggio scorso e invece non si è fatto: altra grave mancanza che ha messo a rischio l’ente. 

Dunque, il pericolo – fortunatamente – scampato, non toglie le responsabilità politiche e gestionali dell’amministrazione comunale, le cui bugie sono innegabili e provate. E non toglie la vergogna politica di un sindaco che ripetutamente dichiarava di non essere a conoscenza della reale situazione contabile, giustificazioni molto simili a quelle del presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, che pure – paradossalmente - è stato aspramente criticato proprio dal “nostro” Gianni Speranza. Tutto ciò, infine, non toglie il mancato monitoraggio dei debiti fuori bilancio e di altre potenziali passività, il mancato contenimento delle spese di rappresentanza, l’incapacità di riscossione dei crediti mantenendo in bilancio entrate di dubbia realizzazione, una rilevazione irregolare della movimentazione finanziaria, le perdite di esercizio negli organismi partecipati, il mancato contenimento delle spese per il personale e altre mancanze contabili segnalate, come tutto il resto, dalla Corte dei Conti nella famosa delibera della sezione regionale di Controllo n. 4 del 2014. Aver messo una toppa sul disastro non toglie le responsabilità per averlo dapprima provocato.

Inoltre, ci si deve ricordare che, se si è evitata la dichiarazione giuridica di dissesto dell’ente, a Lamezia rimane un dissesto finanziario di fatto. Infatti, per risanare uno scompenso economico ormai accertato, l'amministrazione comunale a guida SEL e PD, con l’aiuto di pezzi dell’opposizione, ha portato al massimo tutte le tasse comunali.
Il sindaco Gianni Speranza in pompa magna, comunica alla città lo scampato pericolo, omettendo di dire che se il rischio c'è stato, di certo non è solo colpa dei cittadini che non possono pagare le tasse (messaggio che invece continua a far passare) bensì della loro politica scellerata e della scarsa programmazione del centrosinistra lametino. 

I lametini non si facciano più fregare.

Mimmo Gianturco
CasaPound Italia

Lamezia, Gianturco (CasaPound): Diatribe bigotte non frenino l’iter per il registro del testamento biologico

Inutile polemica a orologeria. I contrari a Gennaio erano in letargo.

Lamezia, 3 Apr. “Bene l’approvazione del testamento biologico. Raramente in consiglio arrivano proposte interessanti.  Diatribe bigotte non frenino l’iter burocratico”. A dichiararlo è Mimmo Gianturco, coordinatore regionale del movimento CasaPound Italia.

“Negli ultimi giorni assistiamo a un’inutile polemica a orologeria – afferma Gianturco – dal momento chel’approvazione dell’istituzione di un Registro del Testamento Biologico in Commissione Consiliare Permanente è avvenuta tre mesi fa. Chi nei giorni scorsi si è detto contrario evidentemente a gennaio dormiva ed ora, che sente il profumo primaverile delle elezioni, si sveglia dal letargo”.

“Raramente in Consiglio Comunale – continua il responsabile di Cpi – arrivano proposte interessanti come questa, che vanno verso il rispetto dell’uomo, che in quanto tale deve avere il diritto di scegliere cosa fare della sua vita e la libertà di scegliere almeno sulla propria morte. Infatti, redigere un testamento biologico significa decidere quali trattamenti sanitari s’intende o non intende accettare nel momento in cui questi trattamenti siano necessari e il soggetto non sia più capace di autogestirsi o in grado di intendere e di volere. Alla redazione di un testamento biologico si può essere favorevoli o contrari, ognuno singolarmente e in totale serenità può scegliere o no di farlo, ma non per questo si deve privare un cittadino di poter scegliere come curarsi ed evitare un eventuale accanimento terapeutico non voluto”.

“Alcuni poi – conclude Mimmo Gianturco –  ne fanno una questione di fondamentalismo religioso, come se fossimo in uno Stato teocratico e non laico, e mirano ad andare solo contro l’eutanasia come se fosse un delitto, quando invece dovrebbe essere un diritto garantito a tutti. Si tratta di libere scelte individuali che vanno rispettate e regolamentate. Crediamo sia cosa buona l’approvazione del testamento biologico. Queste diatribe bigotte non devono essere da freno per il civico consesso, piuttosto si vada avanti per terminare l’iter burocratico”.
www.casapoundlamezia.org


Lamezia, CasaPound chiede più trasparenza: non tutti i consiglieri e assessori rispettano la normativa

I lametini segnalino. Chi di competenza faccia luce sul perché nascondono i loro redditi.
Lamezia, 2 Apr. “Nonostante la presenza della sezione trasparenza sul sito del comune di Lamezia, a un anno dell’entrata in vigore del decreto legislativo n. 33 del 14 marzo sulla Pubblica Amministrazione, ancora ci sono gravi lacune. I lametini segnalino. Chi di competenza faccia luce sul perché i politici locali nascondono i loro redditi”. A dichiararlo in una nota è la sezione lametina del movimento CasaPound Italia.



“Prendiamo atto della pubblicazione online dei redditi di alcuni tra assessori e consiglieri – afferma CasaPound - ma, ciò detto, non possiamo non segnalare che nella sezione dedicata all'interno del sito dell'ente, tante sono ancora le carenze in questo senso. Su 30 consiglieri comunali, ad esempio, soltanto 13 hanno messo online i propri redditi e altri risultano incompleti. E questo solo per riferirci agli obblighi relativi agli organismi d’indirizzo politico-amministrativo previsti dal D.Lgs n. 33 del 14 marzo 2013”. 

“D'altronde – continua la nota - sebbene esistano gran parte delle sezioni richieste per legge, non tutte hanno i dati per come richiesto. Pertanto, invitando a un metodo più omogeneo che renda maggiormente comprensibili (com'è previsto dal decreto stesso) le informazioni, ricordiamo che, come riporta il sito della Regione Calabria nella sezione "controlli", la sanzione prevista per le mancate informazioni va dai 500 ai 10.000 euro ed è ovviamente a carico del responsabile della mancata comunicazione”. 

“Dunque – concludono i militanti di CasaPound - è per una maggiore trasparenza amministrativa nell'interesse di tutti che chiediamo ai cittadini di vigilare e di segnalare a noi o sull'apposito sito www.campagnatrasparenza.it le ulteriori eventuali carenze, mentre chiediamo agli organi di controllo e verifica di fare luce sul perché alcuni politici locali nascondono i loro redditi”.



Raffaele (CasaPound): “Striscione razzista? La priorità dei cittadini è sancita dalla Costituzione”

Striscione non firmato? Smentite strategiche? Qui ci vuole lo psichiatra o un oculista


Catanzaro, 29 Marzo - “Ci sono volute decine di teste ed un nutrito gruppo di sigle, a quanto pare, per strappare uno striscione, senza neanche riuscire ad individuarne gli autori”. E’ questo il commento di Emmanuel Raffaele, portavoce cittadino di CasaPound, in merito alla denuncia di razzismo nei confronti di uno striscione apparso in città nei giorni scorsi.

"Li immagino interrogarsi senza tregua e con fare investigativo – prosegue Raffaele - e quasi mi dispiaccio delle difficoltà riscontrate nell'attribuire lo striscione (peraltro firmato) in questione. Stiano tranquilli perché, com'è evidente nella foto da loro pubblicata, proprio accanto allo slogan ('Casa, lavoro, Stato sociale: prima gli Italiani!'), che orgogliosamente rivendichiamo, campeggia il simbolo del nostro movimento. Sarebbe stato auspicabile per loro che questa mania di giocare al poliziotto avesse almeno portato a qualche risultato: e invece niente. Non si sono neanche accorti che la foto dello striscione era già stata pubblicata nei giorni scorsi sull'account Fb di CasaPound Calabria e che sarebbe bastato andare sull'account di CasaPound Italia per 'scoprire' la 'misteriosa' provenienza dello slogan. Una pessima figura per i sinistri supereroi de noantri".

"Quanto alla valenza razzista della frase che i nostri 'pensatori' sono riusciti a riscontrare - aggiunge l'attivista - rimando a qualsiasi dizionario od a Wikipedia, dove scopriranno che razzismo è semmai 'determinare una gerarchia secondo cui un particolare, ipotetico, raggruppamento razzialmente definito possa essere definito superiore o inferiore a un altro'. Ciò che chiaramente lo striscione non fa. Mentre rimando molto tranquillamente alla Costituzione italiana per spiegare ciò che invece lo striscione 'fa': pretendere diritti per i cittadini italiani ed una priorità ovvia e sancita dalla Costituzione: 'La Repubblica riconosce a tutti i cittadino il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto' (art. 4 Cost.); 'Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale' (art. 38 Cost.)”.

“E' la Costituzione – conclude l’esponente di Cpi - a sancire una scontata precedenza dei cittadini rispetto agli stranieri nel diritto al lavoro e di accesso allo Stato sociale. Perciò questi personaggi aprano gli occhi e osservino la realtà anziché i cavalcavia: il vero razzismo, oggi, è nei confronti degli italiani che aspettano di avere una casa o un contributo mentre a Rom e stranieri costruiamo appartamenti. Vadano a fare la loro predica da un’altra parte".



Gianturco (CasaPound): se i Rom sono già tutelati in quanto minoranza, vengano esclusi dalle graduatorie per alloggi, servizi e da ogni contributo pagato dai cittadini


Dopo l’ennesimo consiglio comunale sulla questione Rom, si è deciso che in via degli Uliveti si insedieranno 25 famiglie Rom. In pratica si realizzerà un altro accampamento, composto da 20 villette a schiera in muratura e 5 villette prefabbricate. Considerando che oggi il campo è formato da circa 350 individui e che le famiglie Rom sono di norma composte da un minimo di cinque o sei persone, ci rendiamo facilmente conto che saranno oltre 120 i Rom trasferiti nell’innovativo campo di via degli Uliveti e che tutti gli altri saranno dislocati in più punti della città all’interno di case prefabbricate.

«Come se lo scempio fatto dall’amministrazione comunale non bastasse – commenta Mimmo Gianturco - a rincarare la dose ci si mettono anche alcuni pseudo rivoluzionari che chiedono al sindaco Gianni Speranza che i Rom siano considerati lametini a tutti gli effetti. Una idiozia che avrà come conseguenza che tutti i Rom si troveranno sempre nelle primissime posizioni di tutte le graduatorie, così come avviene oggi, sia quelle relative all’assegnazione di alloggi popolari Aterp, sia in quelle per l’erogazione di servizi e di contributi sociali; che si continueranno ad utilizzare fondi comunali per la loro assistenza; che a seguito dello sgombero di Scordovillo, così come prevede la normativa nazionale, bisognerà assicurare alle famiglie che risiedono nell’accampamento un alloggio alternativo».

«Se in quanto minoranza etnica – conclude Gianturco - vengono tutelati con appositi fondi ministeriali ad hoc
utilizzabili anche per costruire alloggi, allora si utilizzi sempre questa logica: siano considerati rom, e si tutelino esclusivamente con appositi fondi (fondi strutturali europei) e siano esclusi da tutte le altre graduatorie, cosicché i lametini possano finalmente usufruire di ciò che gli spetta di diritto. Il comune di Lamezia non utilizzi più fondi comunali per l’assistenza ai Rom distribuendo quanto risparmiato alle famiglie lametine in difficoltà economica. Gli alloggi costruiti con i fondi strutturali europei siano dislocati in tutta la città, ad esclusione di quei rioni dove c’è già una forte presenza di Rom e per non più di due famiglie».

Lamezia, Alloggi Rom: rapina contro gli italiani, al contrario della sinistra, CasaPound non si arrende


Sulla questione dei 28 alloggi ai Rom tanto si è detto ma, nonostante questo, il Consiglio comunale non ha ancora deciso. Il sindaco Gianni Speranza ha giustamente posto una questione di real politik: senza l'assegnazione degli alloggi ai Rom, le graduatorie per le case popolari rimarranno sempre ingolfate. Sacrosanta verità, ma ciò non toglie che questo atteggiamento non sia simile a chi si arrende ad una rapina poiché tanto non c'è altro da fare. Solo che stavolta ad arrendersi è lo Stato a danno dei cittadini, dei lametini.

È chiaro, infatti, che potremmo anche concordare con l’iniziativa della Giunta se, in quanto minoranza che ha diritto a corsie specifiche per l’ottenimento degli alloggi, i Rom uscissero contemporaneamente ed indistintamente dalle graduatorie Aterp, se i fondi non provenissero anche dalle casse comunali, se non si creassero nel frattempo altri campi in via degli Uliveti, in via Nicotera, in via D'Ippolito ed in nessun'altra parte della città.

Il sospetto è che, in realtà, in nome di un'ideologia buonista, contraria alla meritocrazia ed antipatriottica, si voglia a tutti i costi evitare di intervenire con durezza nei confronti di quella che viene considerata erroneamente una minoranza ghettizzata da cattivi italiani razzisti. Mentre sappiamo benissimo che solo il pregiudizio ideologico ed il senso di colpa (post)marxista da parte della società nei confronti di chi abitualmente delinque o vive e produce degrado può indurre a tali considerazioni.

Ecco perché non possiamo che evidenziare il cortocircuito logico che conduce alla doppia corsia a vantaggio dei Rom, che in quanto cittadini italiani hanno il "diritto" di stare nelle graduatorie insieme agli altri italiani, ma allo stesso tempo in quanto minoranza possono godere anche della corsia preferenziale di un progetto ad hoc dal quale sono esclusi gli italiani.

Pare evidente a chiunque non sia accecato da ideologia che si tratta di vera e propria contraddizione in termini, che si traduce praticamente in un vero e proprio atto di ingiustizia. Arrendiamoci a questa rapina e ringraziamo la sinistra che ci governa ed il buonismo imperante per averci regalato una società debole, ingiusta e anti-meritocratica. Ma, a questo punto, invitiamo anche i cittadini a riflettere, poiché arrendersi non è l'unica alternativa. E CasaPound, al contrario della sinistra, non vuole che gli italiani si arrendano; CasaPound non china il capo di fronte alle prepotenze e non accetta rapine nei confronti degli italiani.

Gianturco (CasaPound): grazie al nostro input nasce "Comitato Piazza Mazzini", ora rappresentatività e propositività

Si è tenuta ieri, alle 20.30 presso il Savant Hotel, la prima riunione ufficiale del "Comitato Piazza Mazzini", fortemente voluto da CasaPound, che ha partecipato attivamente all'incontro con un intervento d'esordio teso a fornire il proprio appoggio alla sua costituzione e ad individuarne un preciso piano d'azione.

"Da oggi alla protesta ed alla critica - ha spiegato Emmanuel Raffaele, responsabile comunicazione di Cpi Calabria - è necessario affiancare il controllo ma, soprattutto, la proposta: ciò che la nascita del Comitato deve infatti rappresentare è l'avvio di un coordinamento costante e concreto tra commercianti e residenti della zona, che sia esempio virtuoso per le varie anime della città di Lamezia Terme e porti alla nascita di iniziative tali da far rivivere veramente piazza Mazzini e le zone limitrofe".

Mimmo Gianturco, coordinatore regionale di Cpi e tra i principali promotori del Comitato, ieri assente per cause di forza maggiore che lo hanno trattenuto fuori città, ha commentato: "Ieri, con l'atto costitutivo e la proposta di statuto che abbiamo presentato, rifutando ogni carica ma mettendo unicamente a disposizione la nostra buona volontà e le nostre energie, si sono poste le basi per il battesimo del Comitato, che dovrà avvenire a breve per l'elezione del Consiglio Direttivo e l'ufficializzazione delle cariche di Presidente, Vice Presidente e Tesoriere, una questione non di mera formalità ma un appuntamento essenziale affinchè chi ricoprirà queste cariche per i prossimi quattro anni sia sul serio rappresentativo della comunità e delle finalità del Comitato anche davanti all'amministrazione comunale".

"Crediamo, e lo abbiamo perciò proposto ieri al Comitato - ha concluso l'esponente di Cpi -, che un ottimo banco di prova per il neonato Comitato possa essere l'organizzazione, nel mese di maggio, di una giornata di festa, di popolo e di musica da regalare all'intera cittadinanza e che, guardando al futuro, prenda un nome significativo come 'La Primavera di Piazza Mazzini', pensando ad un evento con cadenza annuale che segni questa rinascita, da affiancarsi ovviamente ad altre giornate da organizzare in altri periodi dell'anno".